
La multinazionale belga dell'acciaio Bekaert, con l’ultima tranche di licenziamenti, ha lasciato sul selciato il futuro di 112 operai a Figline e questa mattina, lunedì 31 maggio 2021, il presidente Eugenio Giani ha riunito a Figline i sindaci di tutto il Valdarno, associazioni datoriali - da quelle delle imprese a quelle del sistema cooperativo - i sindacati. Al centro dell’iniziativa la proposta di un Protocollo d’intesa che, forte degli strumenti regionali, attiva una cabina di regia che lavorerà per tutto il territorio, coordinando tutti i soggetti.
Una novità su piazza che parla al futuro con una proposta che, se funzionerà, potrà trovare applicazione anche in altre aree della Toscana.
Giani, in sintonia con una delegazione degli operai ex Bekaert incontrati prima del confronto con
Accanto all’elenco delle risorse pubbliche e delle strutture regionali a disposizione - finanziamenti, unità di crisi, attrazione di investimenti, incentivi, voucher trasporti, assistenza al lavoro tramite Arti, oggi non a caso rappresentata dal dirigente Paolo Grasso – a tenere banco a Figline è proprio il ‘fare rete’ fuori dai frazionamenti, con uno screening a pettine delle situazioni lavorative di crisi potenziale ma anche di eccellenza. Lo confermano i tanti sindaci presenti, con i quali ha fatto da tramite la sindaca di Figline e Incisa Valdarno Giulia Mugnai e che rappresentano l’intero Valdarno fiorentino e aretino e la Val di Sieve. “E’ fondamentale il ruolo dei sindaci – continua il presidente – anche per una mobilitazione in favore dell’intero territorio”.
Sullo sfondo, ancora una volta, la sfida di resistere e rilanciare davanti alle ricadute occupazionali della vertenza Bekaet ma anche la scommessa di ridistribuire le carte dell’occupazione in Toscana. Dichiara Valerio Fabiani, consigliere del presidente Giani per il lavoro e le crisi aziendali: “La partita non è chiusa noi non molliamo di un millimetro sulla reindustrializzazione del sito. Da questo punto di vista non siamo stati a guardare: abbiamo messo in campo un’idea che lega Figline e Piombino nella filiera dell’acciao in Toscana. Si tratta di difendere, innovandola, un pezzo fondamentale dell’industria di base italiana”. “La priorità è mettere in sicurezza questi lavoratori – continua Fabiani -; domanda ed offerta di lavoro non si incontrano facilmente e l'obiettivo è lavorare su questo disallineamento. L’iniziativa che lanciamo oggi incrocia domanda e offerta sul territorio e se funzionerà brevetteremo, per così dire, un modello da esportare in altre aree della regione”.
Sullo sfondo naturalmente il polo dell’acciaio toscano incentrato su Piombino: “In prospettiva il sito Bekaert potrà trovare collocazione nella filiera dell’acciaio toscano ed è un ragionamento che stiamo ponendo con molta forza al governo” dice Giani. In primo piano la ripresa del mercato dell’acciaio e la volontà che lo Stato investa su Piombino.
https://www.youtube.com/embed/DKZh0oMZkvA