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	<title> &#187; Salute</title>
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		<title>Codice rosa nei pronto soccorso della Toscana, successo al Forum PA di Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 10:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Zambelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Daniela Scaramuccia]]></category>
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		<description><![CDATA[Presentato oggi dall'assessore Daniela Scaramuccia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/05/violenza1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-52535" src="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/05/violenza1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>FIRENZE &#8211; Presentato al Forum della Pubblica Amministrazione di Roma e premiato con la menzione &#8220;10 x 10 storie di qualità&#8221; il &#8220;codice rosa&#8221; della Regione Toscana: un codice che si aggiunge ai codici colore già in uso al pronto soccorso (bianco, giallo, rosso, ecc.) e che serve a identificare le vittime di violenza e ad avviare immediatamente un percorso di tutela, gestito da personale socio-sanitario, magistrati, forze dell&#8217;ordine. E&#8217; stato sperimentato in 5 pronto soccorso della Toscana: Grosseto dal 2010, Arezzo, Lucca, Prato e Viareggio dall&#8217;inizio del 2012. Il progetto regionale dovrebbe presto estendersi a tutte le Asl della Toscana, e già da molte regioni stanno arrivando richieste di contatti e informazioni. L&#8217;assessore al diritto alla salute della Regione Toscana <strong>Daniela Scaramuccia</strong> ha presentato stamani l&#8217;esperienza del &#8220;codice rosa&#8221; al Forum della Pubblica Amministrazione a Roma, dove la Asl 9 di Grosseto è presente con un suo stand sul &#8220;codice rosa&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ho creduto fin dall&#8217;inizio in questo progetto, quando l&#8217;ho visto nascere a Grosseto &#8211; ha detto l&#8217;assessore Scaramuccia &#8211; E ho subito voluto che l&#8217;esperienza si estendesse ad altre Asl. Ora, con un &#8220;effetto domino&#8221; inarrestabile, il &#8220;codice rosa&#8221; sta contagiando tutte le aziende, riceviamo richieste da tutta la Toscana e d&#8217;accordo con la Procura valuteremo se estenderlo ad altri pronto soccorso. Il percorso rosa, quello che inizia appena la persona viene individuata come vittima di violenza, e l&#8217;accompagna poi nell&#8217;assistenza medica, psicologica, sociale, legale, è soprattutto un atteggiamento di fronte alle vittime, una rivoluzione culturale-professionale. Grazie al codice rosa, siamo riusciti a far emergere tanti casi di violenza che altrimenti sarebbero rimasti sommersi&#8221;.</p>
<p><strong>Codice rosa: cos&#8217;è e come funziona</strong></p>
<p>E&#8217; un percorso di accoglienza al pronto soccorso dedicato a chi subisce violenza, che si colloca e si armonizza con la storica rete dei centri antiviolenza e delle altre associazioni di volontariato e solidarietà. Parte da una <strong>stanza dedicata all&#8217;interno del pronto soccorso</strong>, nella quale accedono tutti gli specialisti che dovranno visitare la/il paziente. Il suo punto di forza è una <strong>task force interistituzionale</strong>, una squadra formata da personale socio-sanitario (infermieri, ostetriche, medici, assistenti sociali, psicologi), magistrati, ufficiali e sottufficiali di Polizia giudiziaria impegnati in un&#8217;attività di tutela delle <strong>fasce deboli della popolazione,</strong> quelle che possono essere maggiormente esposte a episodi di abuso e violenza: donne, minori, anziani, disabili, omosessuali, immigrati, ecc.</p>
<p>L&#8217;intervento congiunto di questa task force permette di prestare immediate <strong>cure mediche</strong> e <strong>sostegno psicologico</strong> a chi subisce violenza, nel fondamentale rispetto della<strong> riservatezza.</strong> &#8220;Questa attività congiunta &#8211; spiega Vittoria Doretti, medico responsabile della task force del codice rosa di Grosseto &#8211; avviene nella più ampia tutela della privacy e dei &#8220;tempi dei silenzi&#8221; delle vittime e nel rispetto della loro scelta sul tipo di percorso da seguire dopo le prime cure. Il compito principale del gruppo è l&#8217;assistenza socio-sanitaria e giudiziaria alle vittime di violenza, con un&#8217;attenzione particolare a far emergere tutti quegli episodi di violenza in cui le vittime difficilmente raccontano di essere oggetto di violenza da parte di terzi: una reticenza dovuta spesso alla paura di ritorsioni&#8221;.</p>
<p>Alla base dell&#8217;attività della task force c&#8217;è un <strong>protocollo firmato congiuntamente da Regione Toscana e Procura della Repubblica</strong>. Alle cure si affianca l&#8217;azione sinergica e tempestiva della Procura generale e delle forze dell&#8217;ordine, per registrare tutti gli elementi utili, avviare le indagini, monitorare e tenere sotto controllo le situazioni a rischio nei casi di mancata denuncia. L&#8217;adozione di procedure condivise e di specifici protocolli operativi ha consentito di <strong>velocizzare i tempi di indagine e dei processi</strong>, e di <strong>creare un enorme flusso informativo</strong>, condiviso tra Asl, Procura e Forze dell&#8217;ordine, delle diverse situazioni di disagio e violenza.</p>
<p><strong>I numeri del codice rosa</strong></p>
<p>Nella <strong>Asl 9 di Grosseto</strong> sono <strong>quasi 1.000</strong> i codici rosa attivati  per altrettanti casi di molestie, stalking o maltrattamenti, dall’avvio della sperimentazione, nel gennaio 2010, fino alla fine dello scorso aprile. Sono stati 309 nel 2010, 503 nel 2011, e 145 nei primi 4 mesi del 2012 (di cui 116 maltrattamenti, 2 abusi, 1 stalking, 26 casi pediatrici). “La media è di oltre 30 casi al mese, più di uno al giorno – spiega Vittoria Doretti – La crescita dei numeri non significa necessariamente un aumento dei casi, ma soprattutto un aumento delle segnalazioni di violenze o molestie. E’ l’”effetto domino”, quello che spinge le vittime ad uscire dall’ombra e a sporgere denuncia, seguendo chi lo ha fatto prima di loro ed è riuscito a porre fine alla spirale di violenza. Ed è anche il frutto di una maggiore fiducia dei cittadini nelle istituzioni”.</p>
<p>L’incremento del 2011 sul 2010 è del 63%. In particolare sono aumentati i codici rosa per casi di maltrattamento. Per quanto riguarda il sesso, si registra un aumento importante di vittime maschili: nel 2010 i casi erano per l’89% femmine e solo l’11% maschi, mentre nel 2011 le femmine sono scese al 75% e i maschi sono saliti al 25%. Per le fasce di età, sono aumentati i casi relativi agli ultra65enni: 34 nel 2011, rispetto ai 15 casi del 2010. Quanto alla nazionalità, la percentuale di vittime italiane prevale nettamente ed è in aumento: nel 2010 erano il 67%, sono salite al 73% nel 2011.</p>
<p><em>Questi i dati delle altre aziende, relativi ai primi 4 mesi del 2012:</em><br />
<strong>Asl 2 di Lucca</strong>: <strong>87 casi</strong>, di cui 72 maltrattamenti, 2 abusi, 1 stalking, 12 casi pediatrici (6 per maltrattamenti, 6 per abusi).<br />
<strong>Asl 4 di Prato:</strong> <strong>109 casi</strong>, di cui 82 donne, 7 uomini, 14 bambini/adolescenti, 6 anziani.<br />
<strong>Asl 8 di Arezzo: 81 casi</strong>, di cui 65 maltrattamenti, 5 abusi, 1 stalking, 10 casi pediatrici (7 maltrattamenti e 3 abusi).<br />
<strong>Asl 12 di Viareggio:</strong> <strong>26 casi</strong> di maltrattamento fisico, di cui 25 donne e 1 uomo. In Versilia, il percorso per le vittime di violenza si completa con le attività correlate al <a href="http://toscana-notizie.it/blog/2012/02/10/consultorio-transgenere-collaborazione-tra-asl-di-viareggio-e-aou-pisana/">consultorio transgenere</a>.</p>
<p><strong>Il corso di formazione</strong></p>
<p>I professionisti che fanno parte della task force effettuano una formazione comune e utilizzano procedure condivise. Il 20 e 21 febbraio scorsi si è tenuto a Grosseto, nella Fattoria La Principina, il primo corso regionale di formazione per tutti gli operatori coinvolti nel progetto. Tra i docenti, i sanitari della Asl 9 che fanno parte della task force, rappresentanti della Procura della Repubblica e delle Forze dell’ordine, funzionari regionali, esponenti del volontariato che collaborano nella rete contro la violenza sulle fasce deboli. Una seconda edizione del corso si terrà il 28 e 29 maggio.</p>
<p><strong>Le “sentinelle”</strong></p>
<p>Un altro elemento di forza dell’esperienza del codice rosa di Grosseto sono le oltre 500 “sentinelle” formate dalla task force in 24 mesi: 400 operatori socio-sanitari e amministrativi della Asl 9, 40 donne e uomini delle forze dell’ordine, 35 farmacisti e circa 80 insegnanti; addestrate a riconoscere le possibili vittime e a favorirne l’accesso ai servizi di aiuto presenti sul territorio. “Ognuno può e deve diventare una sentinella – dice Silvia Rispoli, farmacista che ha seguito la formazione a Grosseto – Dire a tutte le vittime della violenza “siamo qui”, le istituzioni sono formate da persone come te che ti tendono la mano per tirarti fuori dall’oscurità che ti circonda”.</p>
<p><strong>L’effetto domino</strong></p>
<p>Nelle ultime settimane, praticamente tutte le Asl toscane e numerose Società della Salute hanno preso contatti con la task force del “codice rosa” di Grosseto, sia per “visitare” i luoghi del percorso rosa (stanza rosa nel pronto soccorso, Centro coordinamento vittime di violenza, ecc.), sia per avere supporto nella stesura delle procedure. Ed è molto probabile che entro la fine del 2012 il “codice rosa” sia una realtà in tutti i pronto soccorso della Toscana. Il progetto ha già varcato i confini regionali: per ora, sono interessate a replicare l’esperienza <strong>Sicilia, Puglia, Calabria, Veneto, Lazio.</strong></p>
<p><strong>Il libro “Codice rosa. Il magico effetto domino”</strong></p>
<p>Dall’esperienza del codice rosa è nato anche un libro “Codice rosa. Il magico effetto domino”, scritto da un giornalista, <strong>Giuseppe Meucci,</strong> con la collaborazione di <strong>Vittoria Doretti</strong>, medico della Asl 9, responsabile della task force del codice rosa di Grosseto, e <strong>Giuseppe Coniglio</strong>, sostituto Procuratore di Grosseto. Il libro racconta storie, riporta le testimonianze degli operatori, e dà conto dello spirito di squadra, della sinergia di risorse, della stretta integrazione tra istituzioni che caratterizza il prezioso lavoro della task force. L’effetto domino del titolo fa riferimento al circolo virtuoso che la task force mette in moto, sia “contagiando” tutti gli operatori che ne vengono a contatto, sia stimolando le vittime a denunciare, portando alla luce casi che altrimenti resterebbero sommersi.</p>
<p>Vai alle pagine dedicate al <a href="http://www.regione.toscana.it/regione/export/RT/sito-RT/Contenuti/sezioni/diritti/diritti_sociali/rubriche/piani_progetti/visualizza_asset.html_1920033770.html">Codice Rosa</a> sul sito della Regione Toscana</p>
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		<title>Afa: 20.000 over 55 in palestra per prevenire e combattere malattie e disabilità</title>
		<link>http://toscana-notizie.it/blog/2012/05/16/afa-20-000-over-55-in-palestra-per-prevenire-e-combattere-malattie-e-disabilita/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 08:03:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Zambelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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		<category><![CDATA[Salute]]></category>
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		<description><![CDATA[Tra il 19 maggio e il 23 giugno iniziative in tutta la Toscana]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/05/ginnastica-anziani.gif"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-52875" src="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/05/ginnastica-anziani-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a>FIRENZE &#8211; Muoversi per contrastare gli effetti negativi della sedentarietà, prevenire la disabilità, impedire l&#8217;aggravarsi delle malattie. Fa bene a tutte le età, ma ancora di più se si è anziani e affetti da patologie croniche. Per questo la Regione Toscana promuove ormai da parecchi anni l&#8217;Afa, Attività fisica adattata, rivolta agli anziani, ma frequentata in realtà dai 55 anni in su.  Quest&#8217;anno l&#8217;Afa Day regionale si festeggerà in quasi tutte le Asl sabato 19 maggio (nelle altre, 26 maggio, 2, o 23 giugno). L&#8217;assessore al diritto alla salute <strong>Daniela Scaramuccia</strong> ha presentato oggi nel corso di una conferenza stampa i dati aggiornati sull&#8217;Afa e il calendario delle iniziative che si terranno tra il 19 maggio e il 23 giugno in tutte le Asl toscane. Era con lei <strong>Francesco Benvenuti</strong>, direttore del Dipartimento Territorio-Fragilità della Asl 11 di Empoli, azienda che in Toscana ha un ruolo leader nella promozione dell&#8217;Afa.</p>
<p>&#8220;L&#8217;evidenza scientifica indica che molte malattie e disabilità sono prevenibili con l&#8217;adozione di corretti stili di vita &#8211; ha detto l&#8217;assessore Scaramuccia &#8211; Gli ultimi Piani sanitari, sia nazionali che regionali, si sono posti l&#8217;obiettivo prioritario di promuovere stili di vita positivi per la salute: tra questi, l&#8217;attività fisica regolare ha un ruolo determinante. I programmi Afa vogliono fornire un&#8217;opportunità di esercizio sicuro ed efficace per contrastare la sedentarietà per tutta la popolazione, ma sono disegnati appositamente per partecipanti con specifici problemi di salute e sono volti a prevenire la disabilità, o a impedire che si aggravi. In molte malattie croniche, la disabilità è aggravata dalla sedentarietà: un circolo vizioso che può essere corretto con adeguati programmi di attività fisica&#8221;.</p>
<p>I primi corsi Afa sono partiti in sordina in Toscana già dal 2000. A introdurli ufficialmente nei programmi di tutte le Asl, una delibera del 2005. Alla fine del 2011, erano oltre <strong>1.300 i corsi</strong> Afa (nel 2008 erano 750) erogati a <strong>oltre 20.000 partecipanti</strong> (nel 2008 erano 11.600)  nel <strong>71% dei comuni toscani</strong>, in<strong> oltre 500 palestre/piscine/spazi adattati</strong>. I programmi Afa sono promossi e coordinati da Asl e Società della Salute, erogati da enti profit e no-profit in palestre e piscine. Gli istruttori sono laureati in scienze motorie (o titoli di studio equivalenti) o fisioterapia. Ai partecipanti viene chiesta una quota di 5 euro per l&#8217;assicurazione, e un contributo di 2 euro a seduta per gli esercizi in palestra, e di 2.50 per quelli in piscina. Gli esercizi vengono svolti in gruppo: in media 17 partecipanti per 2 o 3 sedute alla settimana. Si tratta di esercizi appositamente studiati per persone con malattie croniche: artrosi, osteoporosi, Parkinson, ictus, finalizzati alla modificazione dello stile di vita, e alla prevenzione secondaria e terziaria della disabilità.</p>
<p>L&#8217;Afa ha destato interesse anche fuori dalla Toscana. Esperienze simili sono partite anche in altre regioni: Piemonte, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Lazio, Basilicata, Veneto, Lombardia. Nel 2011 il Ministero della Salute l&#8217;ha recepita nel Piano d&#8217;indirizzo per la riabilitazione. Progetti di ricerca sono stati condotti dalla Regione Toscana in alcune Asl, con la collaborazione scientifica dell&#8217;Università di Firenze, l&#8217;Istituto Superiore di Sanità e alcuni centri Usa, quali i National Institutes of Health, l&#8217;Università del Maryland Baltimore County e l&#8217;Università del Delaware. Anche grazie a questi studi è stato verificato che l&#8217;Afa: è sicura anche per soggetti molto anziani e fragili; migliora il mal di schiena e altre condizioni dolorose dovute alla scarsa attività motoria; migliora il movimento e il cammino; riduce l&#8217;isolamento sociale; migliora l&#8217;umore dei partecipanti.</p>
<p>Tra il 19 maggio e il 23 giugno, in ogni azienda, in parchi, palestre, campi sportivi, piazze, e anche sul lungomare, si terranno dimostrazioni pratiche di Afa, passeggiate, gare di bocce, esibizioni di ballo, rinfreschi, musica. Il <a href="http://www.regione.toscana.it/regione/export/RT/sito-RT/Contenuti/sezioni/salute/salute_anziani/rubriche/testi/visualizza_asset.html_1227337409.html"><strong>calendario di tutte le iniziative</strong></a> con cui ogni Asl celebrerà l&#8217;Afa Day si trova sul sito della Regione Toscana.</p>
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		<title>Afa Day regionale: sette anni di attività fisica per gli anziani</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 10:41:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Zambelli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/05/ginnastica-anziani.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-52398" src="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/05/ginnastica-anziani-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>FIRENZE &#8211; L&#8217;Afa, Attività fisica adattata, ha compiuto in Toscana 7 anni. Partita in sordina già nel 2000, l&#8217;Afa ha avuto il suo avvio ufficiale con una delibera del 2005, e nel 2011 si sono organizzati nella nostra regione oltre 1.300 corsi, che hanno coinvolto più di 20.000 anziani. Quest&#8217;anno, l&#8217;Afa Day regionale si celebra in tutte le Asl della Toscana, con eventi che si terranno sabato 19 maggio (o, in alternativa, sabato 26).</p>
<p>L&#8217;assessore al diritto alla salute <strong>Daniela Scaramuccia</strong> presenterà i risultati dell&#8217;Afa, con tutti i dati aggiornati, e il calendario delle manifestazioni con cui si celebrerà l&#8217;Afa Day regionale, nel corso di una <strong>conferenza stampa</strong>, fissata per domani,<strong> mercoledì 16 maggio</strong> alle <strong>ore 11</strong> nella<strong> Sala stampa di Palazzo Strozzi Sacrati</strong>, piazza Duomo 10. Con l&#8217;assessore, parteciperà alla conferenza stampa Francesco Benvenuti, direttore del Dipartimento Territorio-Fragilità dell&#8217;Asl 11<em></em> di Empoli.</p>
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		<title>Il Codice rosa per le vittime di violenza al Forum PA di Roma</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 08:16:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Zambelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La conferenza stampa è prevista per giovedì 17 maggio alle ore 12 presso la Fiera di Roma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/05/violenza.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-52382" src="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/05/violenza-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>FIRENZE &#8211; Il Codice rosa sbarca al Forum della Pubblica Amministrazione di Roma, che si tiene alla Nuova Fiera di Roma dal 16 al 19 maggio. La Asl di Grosseto, che ha avviato l&#8217;esperienza del codice rosa nel 2010, la presenterà nel suo stand all&#8217;interno del Forum PA. E l&#8217;assessore al diritto alla salute della Regione Toscana<strong> Daniela Scaramuccia</strong> la illustrerà nel corso di una <strong>conferenza stampa</strong>, che si terrà <strong>giovedì 17 maggio alle ore 12</strong> nella sala delle conferenze stampa, <strong>padiglione SC3</strong> della <strong>Fiera di Roma</strong>.</p>
<p>Il &#8220;codice rosa&#8221; è un&#8217;esperienza avviata dal 2010 nella Asl di Grosseto, e dall&#8217;inizio del 2012 in altre 4 Asl toscane (Arezzo, Prato, Lucca, Viareggio). Entro la fine del 2012 dovrebbe estendersi a tutte le Asl della Toscana. Il codice rosa si aggiunge a quelli già in uso nei pronto soccorso per indicare il livello di gravità (bianco, giallo, rosso, ecc.). Viene assegnato (da personale addestrato a riconoscerle anche se queste non lo dichiarano) alle vittime di violenza: donne, ma non solo: bambini, anziani, extracomunitari, omosessuali, ecc. Al codice rosa è dedicata una stanza apposita nel pronto soccorso e, non appena il codice scatta, entra in funzione una task force composta da personale sanitario (medici, infermieri, psicologi), ma anche da forze dell&#8217;ordine, che si attivano subito per l&#8217;individuazione dell&#8217;autore della violenza (il codice rosa è frutto di un protocollo siglato tra Regione Toscana e Procura della Repubblica). Si tratta di un&#8217;esperienza per ora unica in Italia, e sono già tante le Asl di molte regioni che hanno preso contatto con Grosseto e con la Toscana per &#8220;importare&#8221; il codice rosa nella propria realtà.</p>
<p>Nel corso della conferenza stampa verranno forniti<strong> tutti i dati aggiornati</strong> sull&#8217;esperienza del codice rosa a Grosseto, Arezzo, Prato, Lucca, Viareggio. Ai presenti alla conferenza stampa verrà distribuito anche il volume <strong>&#8220;Codice rosa, il magico effetto domino&#8221;</strong>, scritto dai protagonisti del &#8220;codice rosa&#8221; di Grosseto, che raccoglie i racconti e le testimonianze di vittime e operatori della task force.</p>
<p>Giovedì 17 l&#8217;assessore Scaramuccia visiterà anche gli stand delle altre due aziende sanitarie toscane presenti al Forum PA: Firenze e Livorno. La <strong>Asl 10 di Firenze</strong> presenterà nel suo stand: il Modello 231 applicato ai processi amministrativi; la gestione delle risorse umane, un sistema virtuoso della valutazione; formazione e marketing formativo (Fuligno, catalogo corsi, focus sui corsi Lean, dirigenti, maxiemergenza); servizi on line per i cittadini. Lo stand della<strong> Asl 6 di Livorno</strong> sarà dedicato invece a tutte le novità sul nuovo ospedale e ai percorsi di rinnovamento messi in atto per garantire servizi più accessibili e vicini ai cittadini.</p>
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		<title>&#8216;Social Net Skills&#8217; per under 20: quando l&#8217;aiuto arriva dai coetanei in rete</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 08:58:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Zambelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Daniela Scaramuccia]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Asl 12 Viareggio]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[Società della Salute di Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[Studio Edit]]></category>

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		<description><![CDATA[Sta per partire in Toscana il primo sostegno psicologico basato su Internet]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/05/internet-e-i-giovani.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-52438" src="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/05/internet-e-i-giovani-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>FIRENZE &#8211; Il primo servizio pubblico gratuito di sostegno psicologico basato su un social network rivolto ad adolescenti e gestito da adolescenti. Sta per partire in Toscana &#8216;Social Net Skills&#8217;, un progetto interregionale, di cui la Toscana è capofila, finanziato dal Minstero della Salute con 400.000 euro. Per la Toscana sono coinvolte la Asl 12 di Viareggio (che avrà 110.000 euro) e la Società della Salute di Firenze (140.000 euro). Le altre regioni che partecipano al progetto sono Lombardia, Liguria, Puglia, Lazio, Umbria, Emilia-Romagna, Campania.</p>
<p>La parte più nuova e consistente del progetto, della durata di due anni, prevede l&#8217;attivazione di percorsi di auto-aiuto e counseling online sui social network: Facebook, Google, Twitter, YouTube, Pinterest. A chattare, o comunicare on line con i coetanei, saranno ragazzi sotto i 20 anni, con il supporto  di psicologi, medici ed esperti di comunicazione. Opportunamente formati con appositi corsi, i ragazzi potranno comunicare con i coetanei  attraverso una chat line, un servizio email, un telefono amico via Skype, oltre ad una pagina continuamente aggiornata su spazi, eventi, feste, promozioni. Sul profilo di social network verranno affrontate le problematiche adolescenziali più comuni, relative a sessualità, alimentazione, affettività, consumo di sostanze.</p>
<p>&#8220;Abbiamo già sperimentato più volte l&#8217;educazione &#8220;peer to peer&#8221;, da pari a pari &#8211; dice l&#8217;assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia &#8211; e abbiamo verificato che quando si tratta di adolescenti è la più efficace. Un ragazzo ascolta molto più volentieri un coetaneo, che magari ha fatto le sue stesse esperienze, piuttosto che un adulto&#8221;.</p>
<p>Le altre Regioni che hanno aderito al progetto, coordinate dalla Toscana, realizzeranno analoghi percorsi formativi e successivamente ogni Regione aprirà e gestirà un proprio servizio online.</p>
<p>Un&#8217;altra parte del progetto prevede interventi di promozione del benessere nei contesti scolastici e del divertimento notturno: interventi specifici in scuole e discoteche sui fattori di rischio modificabili, come tabagismo, alcol, droghe. Destinatari dell&#8217;azione preventiva, i giovani, i gestori dei locali, le scuole, gli insegnanti, operatori e amministratori.</p>
<p>Dall&#8217;indagine Edit svolta tra i giovani toscani nel dicembre 2011, è emerso che il 23,6% dei guidatori abituali ha dichiarato che nei 12 mesi precedenti l&#8217;indagine ha guidato almeno una volta dopo aver bevuto troppo, mentre il 12,5% ha riferito di aver assunto sostanze psicotrope illegali prima di mettersi alla guida. Il 72,2% dei maschi e il 69,6% delle femmine ha consumato alcol nei 30 giorni precedenti l&#8217;intervista. Quasi la metà del campione totale (maschi 53,8%, femmine 48,7%) riferisce di aver avuto almeno un episodio di ubriacatura nell&#8217;ultimo anno. Questa percentuale cresce in modo preoccupante con il crescere dell&#8217;età, passando dal 23,6% dei 14enni al 67,4% di coloro che hanno 19 anni o più.</p>
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		<title>Cooperative sociali di tipo B, ecco le linee guida per l&#8217;affidamento dei servizi</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 10:18:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Zambelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Daniela Scaramuccia]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[cooperative sociali di tipo B]]></category>
		<category><![CDATA[disabili]]></category>
		<category><![CDATA[Estav]]></category>

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		<description><![CDATA[FIRENZE &#8211; La giunta regionale ha varato con una delibera approvata nel corso dell&#8217;ultima seduta le Linee guida per l&#8217;affidamento dei servizi alle cooperative sociali di tipo B, in applicazione al protocollo d&#8217;intesa siglato nel 2010 tra Regione Toscana e Centrali Cooperative (Federsolidarietà-Confcooperative Toscana, Legacoopsociali Toscana, AGCI-Solidarietà Toscana). Le cooperative di tipo B sono imprese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/05/coop_sociali.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-52278" src="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/05/coop_sociali-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>FIRENZE &#8211; La giunta regionale ha varato con una delibera approvata nel corso dell&#8217;ultima seduta le Linee guida per l&#8217;affidamento dei servizi alle cooperative sociali di tipo B, in applicazione al protocollo d&#8217;intesa siglato nel 2010 tra Regione Toscana e Centrali Cooperative (Federsolidarietà-Confcooperative Toscana, Legacoopsociali Toscana, AGCI-Solidarietà Toscana).</p>
<p>Le cooperative di tipo B sono imprese senza scopo di lucro che, come finalità statutarie, si propongono l&#8217;inserimento lavorativo di persone svantaggiate in contesti d&#8217;attività che spaziano dall&#8217;agricoltura all&#8217;industria, dal commercio ai servizi. I soggetti svantaggiati devono rappresentare almeno il 30% dei lavoratori della cooperativa e, compatibilmente con il loro stato soggettivo, esserne soci.</p>
<p>&#8220;La Regione Toscana ha posto crescente attenzione ai percorsi di inserimento lavorativo delle persone svantaggiate &#8211; dice l&#8217;assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia &#8211; nella consapevolezza che la funzione lavorativa rappresenta un elemento fondamentale per il benessere e per un miglior esito dei percorsi di recupero e riabilitazione. Occuparsi di chi è più fragile, di chi fa più fatica, è un valore di per sé, che dovrebbe stare alla base della società. Le cooperative sociali lo fanno con un ulteriore valore aggiunto e svolgono un ruolo di pubblica utilità&#8221;.</p>
<p>Il protocollo d&#8217;intesa siglato nel 2010 prevede che aziende sanitarie ed Estav affidino l&#8217;8% dell&#8217;importo delle forniture di beni e servizi alle cooperative sociali di tipo B, tramite convenzioni e/o clausole sociali all&#8217;interno delle gare di appalto. Come previsto dal protocollo, è stato costituito un gruppo tecnico, composto dai rappresentanti di tutte le parti firmatarie, che ha individuato le aree di attività (pulizie, manutenzioni, servizi di ristorazione, servizi di segreteria, ecc.) affidabili alle cooperative di tipo B che impieghino soggetti svantaggiati (persone con dipendenze patologiche, carcerati ammessi a misure alternative alla pena, soggetti con problemi di salute mentale, ecc.) e ha stilato le Linee guida che descrivono due diverse procedure di affidamento. Per le forniture di beni e servizi di valore inferiore alla soglia comunitaria è prevista la possibilità di stipulare convenzioni con le cooperative sociali di tipo B iscritte all&#8217;albo regionale; per le forniture di valore pari o superiore alla soglia comunitaria è prevista, invece, la possibilità di inserimento, fra le condizioni di esecuzione delle gare di appalto e dei capitolati, delle cosiddette clausole sociali, ovvero clausole che prevedono l&#8217;obbligo di impiego di persone svantaggiate da parte degli aggiudicatari delle gare di appalto.</p>
<p>La Regione Toscana ha in programma la realizzazione di incontri formativi e seminariali per la presentazione delle Linee guida sul territorio, per favorire una larga ed effettiva applicazione delle indicazioni in esse contenute: applicazione che verrà monitorata dal gruppo tecnico.</p>
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		<title>Daniela Scaramuccia incontra stasera il commissario europeo John Dalli</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 14:47:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Zambelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Daniela Scaramuccia]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[AOU Senese]]></category>
		<category><![CDATA[invecchiamento]]></category>
		<category><![CDATA[John Dalli]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Morello]]></category>

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		<description><![CDATA[FIRENZE  &#8211; L´assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia incontrerà stasera a cena, alla Certosa di Pontignano, il Commissario europeo per la salute e la politica dei consumatori John Dalli, che domani sarà in visita al policlinico Le Scotte di Siena. Nel corso della cena, alla quale parteciperà anche il direttore generale della AOU Senese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/05/John-Dalli-Smiling.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-52043" src="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/05/John-Dalli-Smiling-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>FIRENZE  &#8211; L´assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia incontrerà stasera a cena, alla Certosa di Pontignano, il Commissario europeo per la salute e la politica dei consumatori John Dalli, che domani sarà in visita al policlinico Le Scotte di Siena. Nel corso della cena, alla quale parteciperà anche il direttore generale della<br />
AOU Senese Paolo Morello, l&#8217;assessore Scaramuccia e John Dalli parleranno del diritto alla salute come di uno dei pilastri del sistema europeo, e della libera circolazione dei malati in Europa. &#8220;Abbiamo salutato con favore la direttiva europea sul diritto alla libera circolazione dei pazienti approvata nel 2011, che dal 2013 renderà possibile ai cittadini europei la scelta di curarsi in uno qualsiasi degli Stati comunitari e che riconosce la stessa libertà anche ai professionisti &#8211; dice l&#8217;assessore Scaramuccia &#8211; Ampliando così le possibilità di scelta dei cittadini e accrescendo le opportunità si sviluppo professionale dei medici. L´attuale crisi non può e non deve mettere in discussione l&#8217;universalità del Diritto alla Salute, che rappresenta uno dei pilastri del Sistema Europeo, per cui l&#8217;Europa è assunta a modello di riferimento a livello mondiale. La Regione Toscana è pronta a fare la sua parte e a confrontarsi in modo costruttivo con i Sistemi Sanitari delle altre realtà europee, nell&#8217;ottica di attivare e rafforzare quella circolazione di conoscenze e saperi, che è fondamentale per la crescita e lo sviluppo della salute di tutti i cittadini&#8221;.</p>
<p>Domani John Dalli parteciperà a uno workshop internazionale dal titolo &#8220;Active and healthy ageing: towards Europe 2020&#8243;, che si terrà al Policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena. L&#8217;evento, organizzato dall´AOU Senese e dall´Università di Siena, si terrà nell&#8217;aula 6 del Centro didattico, dalle 9.30 alle 12, e intende fare il punto sulla sinergia tra politiche comunitarie, nazionali e regionali, mettendo anche in evidenza le eccellenze toscane di integrazione tra ospedale e territorio e di tutela delle disabilità e delle patologie legate alla terza età. La visita del commissario europeo è legata alla celebrazione del 2012 come anno europeo dell&#8217;invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni, per sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica al contributo che le persone anziane possono dare alla società. Invecchiare bene e in salute è possibile, e avere qualche anno in più è un&#8217;opportunità da cogliere. Parteciperanno allo workshop prestigiosi ospiti internazionali, tra cui Doru Talaba, prorettore dell&#8217;Università di Brasov in Romania, e Joseph Mifsud, rettore dell´Università Euro-Mediterranea di Portorose in Slovenia. &#8220;Migliorare la qualità della vita delle persone anziane è un traguardo che vogliamo e<br />
dobbiamo raggiungere tutti insieme &#8211; spiega Paolo Morello, direttore generale dell&#8217;azienda ospedaliero-universitaria senese &#8211; Abbiamo recentemente attivato a Siena, insieme alla Usl 7, un servizio dedicato ai pazienti anziani con pluripatologie, l´ambulatorio Acropolis, che sta dando ottimi risultati. Invecchiare è un&#8217;arte, come ben evidenziato da Cicerone nel De Senectute, ma è compito nostro fare in modo che sia un&#8217;arte accessibile a tutti&#8221;.</p>
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		<title>Salute senza restrizioni: al via il percorso formativo per il personale sanitario e penitenziario</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 11:30:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Zambelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Daniela Scaramuccia]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Opg Montelupo]]></category>
		<category><![CDATA[salute in carcere]]></category>
		<category><![CDATA[suicidio in carcere]]></category>

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		<description><![CDATA[FIRENZE &#8211; Prima regione in Italia, la Toscana ha avviato oggi il percorso formativo per operatori sanitari e penitenziari, che prevede anche corsi destinati agli stessi detenuti. In seguito al passaggio della sanità penitenziaria dal ministero di giustizia al servizio sanitario nazionale (DPCM 1 aprile 2008), in questi ultimi anni la Regione Toscana ha messo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/05/carcere1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-52100" src="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/05/carcere1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>FIRENZE &#8211; Prima regione in Italia, la Toscana ha avviato oggi il percorso formativo per operatori sanitari e penitenziari, che prevede anche corsi destinati agli stessi detenuti. In seguito al passaggio della sanità penitenziaria dal ministero di giustizia al servizio sanitario nazionale (DPCM 1 aprile 2008), in questi ultimi anni la Regione Toscana ha messo in campo numerose iniziative perché ai detenuti siano garantiti gli stessi servizi e lo stesso livello di salute garantiti ai cittadini liberi. Tra queste, appunto, un percorso per lo sviluppo continuo della salute in carcere: una qualificazione di chi opera e di chi vive la propria esistenza all&#8217;interno degli istituti penitenziari, perché il livello di salute migliori costantemente.</p>
<p>Il piano di formazione è stato presentato e ha avuto il suo avvio oggi, con una giornata di studio che si è è tenuta nel Centro di formazione Il Fuligno, via Faenza 48, dal titolo <strong>&#8220;Salute senza restrizioni: il valore aggiunto dei percorsi integrati di formazione&#8221;</strong>, alla quale hanno partecipato operatori sanitari e penitenziari. Ad aprire i lavori, l&#8217;assessore al diritto alla salute <strong>Daniela Scaramuccia</strong>, il Provveditore regionale dell&#8217;Amministrazione penitenziaria toscana <strong>Maria Pia Giuffrida</strong>, il Procuratore generale della Repubblica presso la Corte d&#8217;Appello di Firenze <strong>Beniamino Deidda</strong> e il Direttore del Centro giustizia minorile per la Toscana e l&#8217;Umbria <strong>Giuseppe Centomani</strong>.</p>
<p>&#8220;Ci stiamo impegnando con ogni mezzo a nostra disposizione perché a chi vive dentro le mura del carcere siano garantiti gli stessi servizi sanitari che spettano ai cittadini liberi &#8211; ha detto stamani l&#8217;assessore Scaramuccia, nel presentare l&#8217;iniziativa &#8211; La salute è un diritto di tutti indistintamente. La Toscana è stata la prima Regione a regolamentare con una legge il passaggio delle competenze e la gestione della sanità penitenziaria. Da allora, abbiamo messo in atto tante iniziative perché la salute in carcere non resti un diritto solo sulla carta, ma diventi una realtà: dalla sanificazione dei letti alla messa a norma degli impianti, dall&#8217;assistenza psicologica, alle azioni per prevenire il suicidio, all&#8217;introduzione in carcere di telemedicina e telediagnostica. Il percorso formativo che prende il via oggi vuole essere un passo ulteriore in questa direzione&#8221;. Con il passaggio delle funzioni sanitarie alla sanità regionale (1° aprile 2008), c&#8217;è stato in Toscana un incremento del personale sanitario &#8211; quello più marcato si registra per gli infermieri, passati da 149 a 177 (+23%) -  e delle ore lavorate (personale tecnico e ausiliario).</p>
<p>&#8220;La presentazione del piano di formazione costituisce l&#8217;occasione per riprendere un tema cruciale: le modalità di tutela della salute all&#8217;interno degli istituti di pena &#8211; è il commento del Procuratore Beniamino Deidda &#8211; Il tema deve essere affrontato alla luce del principio costituzionale di cui all&#8217;art. 32 della Costituzione, che definisce la salute come un diritto perfetto dell&#8217;individuo. Esso pertanto va riconosciuto indistintamente a tutti i cittadini, siano liberi o detenuti, alla luce del principio della parità del trattamento. Finora il nostro Paese ha cumulato un notevole ritardo sul punto, forse indotto dalla prevalenza delle esigenze di sicurezza su quelle del diritto alla salute. Evidentemente è necessario un aggiornamento della nostra cultura sulla via di un più completo adeguamento al dettato  costituzionale. E&#8217; trascorso un lungo periodo di oltre quindici anni dalla legge di delega che riordinava la medecina penitenziaria. Solo nel 2008 ha visto la luce il DPCM che ha dettato modalità e criteri per il trasferimento al SSNN delle funzioni di sanità penitenziaria. E&#8217; necessario che le indicazioni di legge non vengano attuate solo sul piano meramente burocratico, ma occorre dar vita ad una nuova concezione e a nuovi moduli di assistenza sanitaria&#8221;. <strong></strong></p>
<p><strong>Il corso che parte oggi è destinato a 150 operatori</strong>, di cui 75 personale sanitario e 75 personale dell&#8217;amministrazione penitenziaria. Sono previste 5 edizioni, organizzate per Area Vasta tra Aziende sanitarie e istituti penitenziari (una a Siena, due a Firenze e due a Pisa), che coinvolgeranno <strong>complessivamente 1.198 operatori</strong>.</p>
<p>I percorsi della formazione professionale riguardano <strong>quattro aree tematiche</strong>, per ciascuna delle quali sono coinvolti detenuti, personale sanitario che opera dentro il carcere, e personale penitenziario.</p>
<p>Un modulo formativo riguarderà le tecniche di <strong>rianimazione cardio-respiratoria.</strong> Saranno realizzati corsi di base per gli operatori sanitari che lavorano a stretto contatto con i detenuti, in modo tale che siano in condizione di praticare manovre necessarie ad affrontare un&#8217;emergenza. Procedure mediche specializzate sono invece rivolte al personale che opera negli istituti, che sarà quindi in grado di gestire l&#8217;emergenza cardiaca con strumenti avanzati.</p>
<p>Un secondo modulo prevede interventi formativi integrati su gestione del <strong>rischio chimico, biologico, fisico</strong> e in genere rischi derivanti dall&#8217;ambiente in cui si opera, compresa la gestione del <strong>rischio suicidario</strong>.</p>
<p>Un terzo modulo formativo è dedicato in particolare al <strong>sistema minorile</strong>, con lo scopo di migliorare la gestione della comunicazione, delle emergenze e dei rischi di autolesionismo e suicidio.</p>
<p>Un corso, destinato al solo personale sanitario, sulla <strong>gestione del rischio clinico</strong>, per l&#8217;identificazione e la prevenzione degli errori e degli eventi avversi in ambito sanitario, è organizzato dall&#8217;azienda ospedaliero-universitaria di Careggi.</p>
<p>La linea progettuale per la<strong> sicurezza alimentare</strong> è destinata invece ai detenuti: in particolare, il corso è rivolto a quei detenuti che effettuano la preparazione, somministrazione e distribuzione degli alimenti. Al termine del periodo formativo, i detenuti riceveranno un attestato valido a tutti gli effetti, che costituisce una concreta attestazione di formazione professionale spendibile anche al di fuori del carcere.</p>
<p><strong>La salute dei detenuti in Toscana</strong></p>
<p>La Toscana è una delle regioni con la più alta concentrazione degli<strong> istituti di pena, in tutto 20</strong>: 5 case di reclusione, 12 case circondariali, di cui una femminile, 1 ospedale psichiatrico giudiziario, 2 istituti penali minorili.</p>
<p>Il sovraffollamento caratterizza stabilmente gli istituti per adulti, con effetti decisivi sulle condizioni di salute e quindi sui bisogni in termini di assistenza sanitaria. Al 31 dicembre 2011 risultavano presenti nelle strutture penitenziarie toscane <strong>4.242 detenuti</strong> adulti: il 33% in più della capienza regolamentare di 3.186 detenuti. A fronte dell&#8217;esubero di presenze di detenuti, si riscontra la riduzione del personale penitenziario e una contrazione dei fondi da parte dell&#8217;Amministrazione penitenziaria per la manutenzione delle strutture (meno 47% dal 2007 al 2010), il mantenimento dei detenuti, l&#8217;acquisto di prodotti per l&#8217;igiene personale dei detenuti e la pulizia degli ambienti.</p>
<p>Gli <strong>operatori sanitari</strong> in ambito penitenziario in Toscana sono complessivamente <strong>387:</strong> 168 medici, 19 psicologi, 177 infermieri, 13 personale tecnico, 3 operatori sociosanitari, 7 personale ausiliario.</p>
<p>Il 73% dei detenuti negli istituti toscani è affetto da almeno una patologia. E’ quanto emerge da un’indagine condotta nel biennio 2009-2010 dall’Osservatorio per la salute in carcere coordinato dall’Ars (Agenzia regionale di sanità) su 2.985 detenuti (cioè il 71,6% del totale dei detenuti toscani, che allora risultavano essere 4.169. Al 31 dicembre 2010 i detenuti toscani erano in tutto 4.552: 4.354 uomini e 198 donne; fonte DAP Ministero della giustizia, Dipartimento amministrazione penitenziaria, Provveditorato regionale per la Toscana).  Dall’indagine emerge che i detenuti europei e nordafricani sono in genere più sani di quelli italiani, principalmente per la loro giovane età (in media sono più giovani di 10 anni). Il 27% dei detenuti sono sani, il 39,8% ha una diagnosi solo internistica, l’8% solo psichiatrica, il 25,2% internistica e psichiatrica insieme.</p>
<p>Nonostante la giovane età dell’intera popolazione detenuta (età media 38 anni), la richiesta sanitaria risulta essere molto forte e caratterizzata da<strong> tre grandi temi: salute mentale, disturbi dell’apparato digerente e malattie infettive e parassitarie</strong>. In particolare, la salute mentale dei detenuti risulta compromessa da disturbi legati al consumo di droghe (12,7%) e disturbi di tipo nevrotico (10,9%), spesso associati a reazioni di adattamento connesse con l’inserimento in ambiente penitenziario. A queste malattie vanno associati i numerosi tentati <strong>suicidi</strong> che rappresentano un’emergenza per il sistema penitenziario, con valori di gran lunga superiori a quelli riferiti alla popolazione generale: 4% in carcere, 0,006% fuori. Il 10% ha alle spalle almeno un episodio di <strong>autolesionismo</strong>. Più alta tra i detenuti anche l’incidenza di tubercolosi: 0,4% in carcere, 0,006% fuori.</p>
<p><strong>Le iniziative messe in atto dalla Regione per la qualità della salute in carcere</strong></p>
<p>Per il biennio 2011-2012 la Giunta regionale, con delibera n. 441 del 30 maggio 2011, ha approvato le <strong>Linee d’intervento prioritarie finalizzate alla qualità della salute dei cittadini detenuti.</strong><br />
Gli interventi previsti dalla delibera – da realizzarsi con la collaborazione tra Regione, Aziende USL, Centro Giustizia Minorile, Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, Volontariato organizzato e Terzo settore – riguardano:<br />
- iniziative specifiche per la salute dei minori;<br />
- la definizione di procedure per individuare con tempestività i bisogni dei detenuti, garantire il monitoraggio e la sorveglianza dei segnali indicatori del rischio di suicidio;<br />
- lo sviluppo dell’assistenza psicologica, con interventi specifici sul disagio psichico;<br />
- l’intervento del Centro di gestione rischio clinico regionale anche all’interno del carcere, per approfondire gli eventi avversi che si verificano nelle strutture sanitarie delle carceri e individuare eventuali azioni di miglioramento della sicurezza dei pazienti;<br />
- la formazione professionale diretta al personale sanitario, penitenziario e ai detenuti;<br />
- l’introduzione della Carta dei servizi sanitari (adottata in tutte le aziende sanitarie) anche dentro il carcere;<br />
- l’adozione della “sanità d’iniziativa” anche negli istituti penitenziari: una sanità che non aspetta il cittadino, ma è capace di andargli incontro, intercettando i suoi bisogni e intervenendo sulla sua salute prima che questa si aggravi;<br />
- l’adozione della telemedicina: telediagnosi, teleassistenza, telesoccorso, videoteleconsulto;<br />
- interventi di igiene ambientale per la sanificazione dei letti e di messa a norma degli impianti dei locali sanitari;<br />
- il monitoraggio del MeS: il Laboratorio Management e Sanità della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che già valuta le performance di tutte le aziende toscane, valuterà anche la capacità del servizio sanitario toscano di erogare servizi appropriati, in linea con i bisogni della popolazione penitenziaria;<br />
- la riorganizzazione del Centro Clinico – Centro Diagnostico Terapeutico di Pisa.<br />
Per la salute dei minori, sono già state attivate le azioni finalizzate al raggiungimento dell’obiettivo specifico previsto dalla DGR 441/2011 di “Presa in carico dei minori sottoposti a procedimento penale con problematiche sanitarie – modello organizzativo” tramite la definizione, con delibera n. 505 del 20 giugno 2011, del percorso integrato di interventi appropriati ai bisogni assistenziali dei soggetti minori sottoposti a procedimento penale.</p>
<p>Per l’attuazione di questi interventi, la Regione ha destinato per il biennio 2011-2012 la somma di <strong>800.000 euro</strong>. Le linee di intervento sono state inserite anche nel nuovo Piano sanitario e sociale integrato regionale 2012-2015.<br />
Ulteriori risorse sono state stanziate per l’attuazione delle seguenti attività:<br />
- la realizzazione di una sezione a custodia attenuata per detenute madri (DGR 54 del 19.3.2012) 400.000 euro;<br />
- l’introduzione della cartella clinica informatizzata (DGR 197 del 28.3.2011) 205.000 euro;<br />
- i percorsi alternativi al carcere per la presa in carico di persone detenute con problemi di dipendenza (DGR 1232 del 19.12.2011) 671.251 euro;<br />
- per le attività di integrazione tra i Dipartimenti di Salute Mentale che si occupano del reinserimento sociale dei soggetti autori di reato prosciolti per infermità di mente: dimissione degli internati in proroga con il Progetto Oltre le mura (DD 1187 del 16.4.2012) 207.172  euro.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>Notizie correlate:</p>
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		<title>Revocato dalla Cgil FP lo sciopero indetto per il 14 maggio</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 12:25:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Zambelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[FIRENZE &#8211; Lo sciopero regionale indetto dalla Cgil Funzione Pubblica per lunedì 14 maggio è stato revocato. Anche per quella giornata, quindi, tutti i servizi sanitari funzioneranno regolarmente, senza le riduzioni precedentemente annunciate.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/05/sala-operatoria-1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-51769" src="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/05/sala-operatoria-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>FIRENZE &#8211; Lo sciopero regionale indetto dalla Cgil Funzione Pubblica per lunedì 14 maggio è stato revocato. Anche per quella giornata, quindi, tutti i servizi sanitari funzioneranno regolarmente, senza le riduzioni precedentemente annunciate.</p>
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		<title>Salute in carcere, al via la formazione per il personale</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 10:12:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Zambelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conferenza stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Daniela Scaramuccia]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/05/carcere.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-51858" src="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/05/carcere-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>FIRENZE &#8211; Iniziano domani i corsi di formazione per il personale, sanitario e penitenziario, che opera negli istituti di pena della Toscana. Una delibera di giunta prevede infatti una qualificazione continua di chi lavora dentro gli istituti penitenziari, e dei detenuti stessi, per garantire e migliorare costantemente la loro salute.</p>
<p>I corsi prenderanno l&#8217;avvio con una giornata di studi, che si terrà domani nel Centro di formazione Il Fuligno, via Faenza 48 (dalle 9.30 alle 18), dal titolo &#8220;Salute senza restrizioni: il valore aggiunto dei percorsi integrati di formazione&#8221;.</p>
<p>L&#8217;assessore al diritto alla salute <strong>Daniela Scaramuccia</strong> presenterà i contenuti del piano di formazione, e della giornata di studi, nel corso di una<strong> conferenza stampa,</strong> che si terrà domani, <strong>giovedì 10 maggio</strong>, alle <strong>ore 13</strong>, nella Sala stampa di <strong>Palazzo Strozzi Sacrati</strong>, piazza Duomo 10. Con lei, prenderanno parte alla conferenza stampa <strong>Maria Pia Giuffrida</strong>, Provveditore regionale dell&#8217;Amminstrazione penitenziaria toscana, <strong>Beniamino Deidda</strong>, Procuratore generale della Repubblica presso la Corte d&#8217;Appello di Firenze, e <strong>Giuseppe Centomani</strong>, Direttore del Centro giustizia minorile per la Toscana e l&#8217;Umbria.</p>
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