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	<title> &#187; Rassegna stampa</title>
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		<title>Rossi al Tirreno: &#8220;Il Monte dei paschi tornerà grande&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 14:14:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Rossi]]></category>
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		<description><![CDATA[FIRENZE &#8211; In un&#8217;intervista al Tirreno il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, esprime fiducia nel nuovo corso della banca senese. Leggi qui il testo integrale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/05/MPS.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-52652" src="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/05/MPS-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>FIRENZE &#8211; In un&#8217;intervista al Tirreno il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, esprime fiducia nel nuovo corso della banca senese.</p>
<p><a href="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/05/MPS-Tirreno.pdf" target="_blank">Leggi qui il testo integrale</a></p>
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		<title>Mps, intervista di Rossi al QN: &#8220;La politica stia fuori dalla banca&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 13:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[FIRENZE &#8211; In un&#8217;intervista al QN sulla situazione del Monte dei Paschi, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, esprime il suo apprezzamento per il nuovo gruppo dirigente dell&#8217;istituto e invita la politica a non interferire  nelle attività della banca. Leggi qui il testo integrale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/05/Monte-dei-Paschi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-52271" src="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/05/Monte-dei-Paschi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>FIRENZE &#8211; In un&#8217;intervista al QN sulla situazione del Monte dei Paschi, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, esprime il suo apprezzamento per il nuovo gruppo dirigente dell&#8217;istituto e invita la politica a non interferire  nelle attività della banca.</p>
<p><a href="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/05/MPS-Nazione.pdf" target="_blank">Leggi qui il testo integrale</a></p>
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		<title>Rossi a Il Mattino: «Enti locali, basta con la caccia alle streghe: si facciano le riforme»</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 15:34:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Susanna Cressati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enrico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[spending review]]></category>
		<category><![CDATA[tagli]]></category>

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		<description><![CDATA[Il presidente Enrico Rossi ha rilasciato a Il Mattino una intervista sui temi dei tagli, spending review e riforme istituzionali.  Ecco il testo integrale. Intervista di Alessandra Chello Caccia alle streghe. Guerre ai nemici. E giri di vite che nascondono veri e propri tagli lineari. Per Enrico Rossi, governatore della Toscana, con la «spending review» [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/04/rossi-conferenza-stampa.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-48100" src="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/04/rossi-conferenza-stampa-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il presidente Enrico Rossi ha rilasciato a Il Mattino una intervista sui temi dei tagli, spending review e riforme istituzionali.  Ecco il testo integrale.<span id="more-50875"></span></p>
<p><em>Intervista di Alessandra Chello</em></p>
<p><em>Caccia alle streghe. Guerre ai nemici. E giri di vite che nascondono veri e propri tagli lineari. Per Enrico Rossi, governatore della Toscana, con la «spending review» bisogna andarci piano.</em></p>
<p><em><strong>Il governo ne ha fatto un vessilo per salvare l&#8217;Italia e oggi Giarda dirà come stanno le cose. Crede che sulle Regioni ci sia ancora qualcosa da risparmiare?</strong></em></p>
<p><em>«Sono convinto che si possa sempre fare di più per quel che riguarda però ciò che è davvero superlfluo. A patto che non si tocchi il sociale. E soprattutto che una pratica come questa non finisca col diventare una sforbiciata lineare e basta».</em></p>
<p><em><strong>Come vanno le cose a casa sua?</strong></em></p>
<p><em>«Noi la stiamo già attuando da tempo. Proprio qualche giorno fa ho spedito ai nostri dirigenti una lettera con la quale li invito a ridurre del 20% le auto blu. E a puntare sul metano per risparmiare ancora. Quanto agli aerei voliamo solo in classe economica. Siamo tra quelli che hanno gli stipendi più bassi e abbiamo ridotto a 40 il numero dei consiglieri. Inoltre ci è stata ridotta del 25% la nostra flessibilità di spesa. Ecco perché io dico: chiedeteci ancora più rigore nei bilanci ma, ripeto, non toccate il sociale. Così abbiamo avuto un forte contraccolpo sull&#8217;occupazione. Assurdo».</em></p>
<p><em><strong>Un curriculum da virtuosi&#8230;</strong></em></p>
<p><em>«Cerchiamo di fare del nostro meglio. Quel che è certo però è che ogni singola voce di spesa è collegata ad un burocrate che come tale tende ad incrementarla per una sorta di meccanismo di lievitazione spontanea. Ecco perché il vero obiettivo da raggiungere dovrebbe essere quello di fare in modo che la parte politica e quella tecnica si riapproprino una volta per tutte della decisione di spesa. Così da poterla gestire in modo equilibrato. Intendo dire che i tagli si possono fare eliminando però gli automatismi e selezionando davvero quanto si intende spendere senza penalizzare la parte più importante del tessuto economico».</em></p>
<p><em><strong>Secondo lei il patto di stabilità va cambiato?</strong></em></p>
<p><em>«Sto dalla parte dei sindaci che vogliono cambiarlo. Questo vincolo penalizza le regioni e gli enti locali più virtuosi e impedisce a quelli che dispongono di risorse di poterle spendere per realizzare opere e pagare i fornitori. In tempi di crisi, cose necessarie come il pane. Ma fino a quando non riusciremo a cambiarlo va rispettato. Altrimenti non vedo come potremo chiedere a cittadini e imprese di rispettare leggi e regolamenti».</em></p>
<p><em><strong>Come valuta l&#8217;affondo della Bce nei confronti delle Province? </strong></em></p>
<p><em>«Male. Credo si sia scatenata una sorta di guerra in cui il nemico cambia di continuo. Una volta sono le Regioni, l&#8217;altra i Comuni stavolta le Province&#8230;La verità è un&#8217;altra. Sono le riforme istituzionali il vero scoglio: vanno fatte senza strumentalizzazioni e senza perdite di tempo. Altrimenti non si uscirà mai fuori dal tunnel».</em></p>
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		<title>Enrico Rossi e “Le sfide del territorio”</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 07:28:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enrico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo l&#8217;articolo di Enrico Rossi “Le sfide del territorio” uscito sulla rivista  “ItalianiEuropei”. *** Che cosa è il territorio? Chi è che ci sfida? E di quale portata sono queste sfide? Se non proviamo a sciogliere queste formule talvolta un po&#8217; stereotipate in concreti rapporti sociali, economici, culturali fra individui ed organizzazioni in un peculiare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/04/135.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-50080" src="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/04/135-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><em>Pubblichiamo l&#8217;articolo di Enrico Rossi “Le sfide del territorio” uscito sulla rivista  “ItalianiEuropei”.</em></p>
<p>***</p>
<p>Che cosa è il territorio? Chi è che ci sfida? E di quale portata sono queste sfide? Se non proviamo a sciogliere queste formule talvolta un po&#8217; stereotipate in concreti rapporti sociali, economici, culturali fra individui ed organizzazioni in un peculiare ambiente naturale e antropico, rischiamo di far diventare il territorio una sorta di categoria dello spirito oppure, peggio, soltanto oggetto di retorica politica. Questo sembra essere stato il destino dei due poli attorno ai quali si è articolata la vicenda politica italiana, antica e recente, la questione meridionale e quella settentrionale. All&#8217;interno delle quali si è per l&#8217;appunto persa ogni specificità e diversità territoriale, ogni specifica identità e qualità in un mitico quanto sconosciuto Nord e in un atavico e presunto immobile Sud. I territori dell&#8217;Italia di mezzo sono rimasti schiacciati fra questi due poli, senza un proprio racconto e con una identità sfumata, se non legata alla tradizionale triade turismo-cultura-coesione sociale bloccata in un passato immoto ed avulso da qualsiasi dinamica produttiva. Così l&#8217;Italia di mezzo ha subito nel corso degli ultimi anni di un deficit di rappresentazione e centralità economica e politica. Ecco che invece è importante per l&#8217;Italia che anche questa parte del paese riesca ad aggiornare il proprio racconto di sé, comprendendo ed evidenziando le dinamiche che la hanno caratterizzata, sviluppando le connessioni materiali e immateriali di tipo trasversali e che legano quest&#8217;area del paese ad altre parti d&#8217;Europa. Insomma un posizionamento strategico nuovo dell&#8217;Italia di mezzo che fa leva sulla qualità e l&#8217;innovazione dello sviluppo di questi territori e così affronta le sfide davvero epocali imposte dalla globalizzazione.</p>
<p>Dunque, la prima sfida del territorio è quella di valorizzare i nodi della rete, cioè le eccellenze del locale, e collegarle in una rete transnazionale, ovvero lo spazio globale. E&#8217; qui il senso del progetto del Corridoio Mediterraneo Balcanico che la Regione Toscana sta portando avanti in diverse sedi istituzionali europee: una rete transeuropea di trasporto basata sulle relazioni tra regioni del Mediterraneo Occidentale (porti spagnoli) e la regione dell’Alto Tirreno (Porto di Livorno), sviluppando le Autostrade del Mare e le infrastrutture portuali anche ai fini di una maggiore connessione con il Nord Africa. Dal porto di Livorno, attraverso il “corridoio tirrenico”, si sviluppa la connessione trasversale in ambito italiano definita dall’itinerario europeo E78 (Grosseto-Fano), con la regione adriatica, il porto di Ancona, la regione balcanica con la Croazia, la Bosnia, l’ Erzegovina, la Serbia e il Montenegro fino alla Romania (il porto di Burgas sul Mar Nero). Sul piano trasportistico, un corridoio di alleggerimento, che non vuole sostituirsi ma porsi in sinergia rispetto ai corridoi strategici come il corridoio 3 “Mediterraneo”. Ma prima di tutto una rete infrastrutturale che non è indifferente al territorio limitandosi ad attraversarlo e magari a ferirlo. Il trasporto multimodale presenta molteplici potenziali positivi, primo fra tutti una riduzione dei costi e dei tempi di trasporto tra i paesi e le regioni periferiche dell&#8217;Europa meridionale e i paesi candidati o che hanno recentemente aderito all&#8217;Unione europea. Un altro effetto positivo sarà legato al ridimensionamento del binomio centro-periferia del sistema economico europeo, in uno spirito di riequilibrio economico e territoriale dell&#8217;Unione Europea. Un sistema portuale mediterraneo più efficiente rappresenta, infine, un punto di accesso più funzionale per i paesi del Nord Africa verso i mercati europei e viceversa.</p>
<p>L&#8217;infrastrutturazione del territorio è oggi una grande sfida perché richiede di governare fenomeni complessi, di trovare equilibri di interessi diversi e spesso contrastanti; avendo la disponibilità ad ascoltare le (buone) ragioni di tutti, soprattutto di chi vive e fa vivere il territorio, ma allo stesso tempo tenendo ferma la propria responsabilità che è quella di promuovere lo sviluppo del territorio. Eppure la continua innovazione e il rinnovamento della dotazione infrastrutturale sono le precondizioni di qualunque sviluppo e il rischio dell&#8217;immobilismo e delle mancate scelte non è più sostenibile. In terra di Toscana questo significa, ad esempio, costruire un vero sistema aeroportuale integrato fra Pisa e Firenze, superando l&#8217;assurda competizione localistica che ha bloccato lo sviluppo di entrambi. E&#8217; per questo che Regione Toscana è tornata ad acquisire un ruolo societario nell&#8217;aeroporto di Firenze, proponendosi come l&#8217;unico soggetto che può dirigere la governance verso una vera collaborazione e integrazione con Pisa e verso lo sviluppo dell&#8217;intero territorio regionale. Ma scegliere la strada dell&#8217;integrazione del sistema aeroportuale porta con sé la decisione altrettanto determinata di migliorare le infrastrutture di adduzione agli aeroporti (penso al progetto People-Mover che collegherà la città e l&#8217;aeroporto di Pisa), quelle di collegamento fra le due città (tanto la linea ferroviaria e i suoi vettori quanto la superstrada Firenze-Pisa.Livorno saranno oggetto nei prossimi anni di importanti interventi), e quelle di collegamento fra la capitale regionale e le altre città della regione (una fra tutte Siena).</p>
<p>Ma il territorio oggi è sfidato dalle dinamiche globali e, parlando di infrastrutture, dobbiamo sapere che il problema non è solo (né più tanto, si direbbe) trasportare persone e cose, bensì informazioni. Ed ecco il tema delle infrastrutture digitali, una vera e propria rivoluzione che ci parla di velocità e di capacità certamente (la copertura dell&#8217;intero territorio regionale con una fibra a banda larga di capacità e velocità adeguata agli standard europei è il nostro principale obbiettivo dei prossimi mesi), ma prima ancora ci dice qualcosa sul tipo di società e di cittadinanza che immaginiamo per il prossimo futuro e che fin d&#8217;ora la Regione è impegnata a realizzare: l&#8217;accesso ai dati in modo sicuro e aperto (open data), la realizzazione di sistemi di cloud computing attraverso i quali fornire sempre maggiori servizi ai cittadini e garantire spazi sufficienti per tenuta dati e altri servizi alle imprese. L&#8217;impostazione della Regione Toscana nell&#8217;affrontare la questione della dematerializzazione delle proprie procedure, della conservazione degli archivi digitali e della gestione telematica del flusso delle informazioni, è sempre stata quella di una forte integrazione della Regione con gli Enti Locali e le articolazioni della società toscana, nella convinzione della necessità della correlazione fra le infrastrutture materiali e quelle immateriali e che le infrastrutture ICT producono economie significative e possono contribuire non poco a migliorare la qualità della vita dei cittadini. Uno degli esempi più significativi di questa impostazione di Rete è stata la metodologia delle gare “aperte” di ICT, accessibili anche agli enti che lo desiderano così da permettere risparmio economico e favorire (senza imporre) soluzioni omogenee sul territorio. Altro esempio è la recente realizzazione di TIX2, un ambiente multifornitore che offre servizi a tutte le amministrazioni del territorio regionale.</p>
<p>Il tema dell&#8217;ICT appena toccato ci conduce ad un&#8217;ulteriore riflessione sul territorio produttivo della Toscana, terra dove l&#8217;idea dell&#8217;economista Giacomo Becattini sui distretti si è fatta realtà, generando e sostenendo produzioni di qualità, occupazione e formazione di competenze, soluzione a problemi nuovi come quelli legati all&#8217;impatto ambientale di alcune lavorazioni. Anche qui da noi la crisi ha picchiato duro, spingendo ai margini lavoratori adulti espulsi dal mondo del lavoro, giovani che non riescono ad entrarvi stabilmente, donne colpite dalla pratica delle “dimissioni in bianco”, cittadini stranieri in crescente difficoltà di inserimento nel tessuto sociale e produttivo della regione, anziani esposti al rischio povertà da pensioni basse e crescente costo della vita. Il tema della coesione sociale è l&#8217;ulteriore sfida del territorio. Ma questa, nel 2012, si declina da un lato nella capacità di ricostruire reti di protezione sociale e di cittadinanza attiva (vedi la normativa toscana sull&#8217;immigrazione o la gestione civile e umana del fenomeno profughi del nord Africa) e dall&#8217;altro nella ripresa dello sviluppo, della produzione e della formazione continua, nonché della valorizzazione delle risorse endogene del territorio. Abbiamo per questo utilizzato tutte le risorse economiche possibili derivanti anche dai Fondi Europei per sostenere la Cassa Integrazione per le aziende in crisi ma, appunto, legandola a percorsi obbligatori di formazione e aggiornamento professionale dei lavoratori, proprio per non perdere risorse del territorio e aiutare al rientro nel sistema produttivo.</p>
<p>Nella stessa direzione della valorizzazione delle risorse endogene del territorio abbiamo agito in due direzioni: la ridefinizione di nuovi distretti e l&#8217;investimento nei giovani.</p>
<p>Abbiamo individuato 5 nuovi distretti tecnologici, ossia cinque super-reti che uniscono sotto un unico “tetto” imprese, enti specializzati nella ricerca e istituzioni impegnate nella promozione delle eccellenze strategiche per l&#8217;economia toscana. I settori d&#8217;azione sono quelli dell&#8217;information &amp; communication technology, delle scienze della vita, dei beni culturali, delle energie rinnovabili e delle tecnologie ferroviarie. Una leva fondamentale per gli obiettivi di lavoro e sviluppo, binomio fondamentale nel quadro delle politiche definite dalla programmazione regionale, che vedono al centro il rilancio del manifatturiero. Poli di innovazione per sostenere le eccellenze e raggiungere gli obiettivi di qualità e innovazione indispensabili a rendere il sistema produttivo toscano competitivo nella sfida su scala europea.</p>
<p>In questa stessa logica di innovazione che dal territorio è in grado di affrontare le politiche di sviluppo di respiro europeo abbiamo concepito e avviato il progetto GiovaniSì. In Toscana siamo convinti che i giovani non sono un problema, ma la soluzione per tornare a crescere ed uscire dalla crisi. Puntare sui giovani, metterli in condizione di prendere in mano le redini del proprio futuro, sostenerli nel loro processo di acquisizione di indipendenza economica, abitativa e lavorativa servirà non solo per migliorare la qualità della vita delle nuove generazioni ma anche a farci uscire, tutti, dalla crisi che stiamo attraversando. Il progetto &#8220;Giovani Si&#8221; riunisce una serie di interventi per permettere alle nuove generazioni di conquistare la propria autonomia. Fino al 2013 dedicheremo a questo progetto oltre 334 milioni di euro. I risultati di questi primi mesi sono incoraggianti: abbiamo attivato oltre 1200 tirocini retribuiti; circa 2.000 giovani si sono rivolti ai nostri uffici per richiedere il contributo per l’affitto; 2.000 ragazzi e ragazze hanno iniziato il servizio civile. Poi è stata la volta dell’iniziativa per sostenere la crescita di nuova imprenditoria giovanile, e abbiamo ricevuto centinaia di richieste. Abbiamo infine offerto ai giovani laureati l’opportunità di prestiti d’onore per percorsi di alta formazione e specializzazione in Italia e all’estero.</p>
<p>Dunque, il territorio inteso non come una tabula rasa, su cui è possibile trapiantare senza crisi di rigetto qualsiasi cosa; bensì un complesso diversificato, ricco di qualità, di valori, di possibilità che può restituire benessere, sviluppo se impariamo a leggerlo, a interpretarlo e a prendercene cura. Ad esempio con una politica urbanistica equilibrata, che mette il territorio al centro di un intervento di riuso attento ai valori ambientali e paesaggistici, rompendo la catena dell&#8217;espansione edificatoria legata alla rendita e affiancando il recupero dell&#8217;esistente a una rivalutazione delle risorse rurali.</p>
<p>C’è un dato evidente con cui dobbiamo misurarci: i cambiamenti climatici producono cambiamenti sulle basi materiali della nostra vita. Ormai siccità e alluvioni, allagamenti, frane e prolungata scarsità d’acqua convivono, e ciò comporta effetti negativi sull’ambiente, sull’agricoltura e sul paesaggio.<br />
Abbiamo sperimentato tutto questo proprio in questi anni con le alluvioni che ripetutamente hanno colpito la regione, dove al di là della eccezionalità delle precipitazioni, si è dimostrato come la mancata manutenzione di aree boschive, corsi d&#8217;acqua e declivi collinari, così come una intensa urbanizzazione in aree sottoposte al rischio idraulico abbiano reso incontenibile l&#8217;evento naturale eccezionale e prodotto lutti e danni enormi. Oggi in Toscana non si può più edificare in aree ad alto rischio idraulico. Nessuna Regione in Italia si era spinta a tanto, eppure non basta.</p>
<p>La grande, vera sfida è quella di costruire risposte dal territorio ai grandi problemi globali, e facendo ciò creare catene regionali di valore e lavoro che cambiano la qualità dello sviluppo. Penso ad esempio allo sviluppo di una cultura della manutenzione che può costituire – soprattutto in una regione come la nostra che detiene la maggiore vastità di superficie boscata d&#8217;Italia – un ciclo economico e naturale chiuso, che produce occupazione e sviluppo compatibile con una impronta ecologica limitata e sostenibile. La coltivazione dei boschi può produrre molteplici effetti positivi: la capacità del terreno si assorbire l&#8217;acqua piovana alimentando le falde ed evitando il veloce e devastante rovescio a valle che depaupera i terreni collinari e boschivi della propria ricchezza biologica e alimenta il rischio alluvione; la realizzazione di impianti di produzione energetica da biomasse alimentati da legname locale, una filiera corta e sostenibile; gli effetti sul mantenimento della biodiversità e di miglioramento della qualità dell&#8217;aria.</p>
<p>E&#8217; anche il caso dell&#8217;energia, nel quale i territori giocheranno sempre più un ruolo decisivo. In tre direzioni:</p>
<p>1. la valorizzazione delle risorse energetiche locali (e in Toscana questo significa soprattutto geotermia e biomasse);<br />
2. un programma di miglioramento dell&#8217;efficienza energetica di immobili pubblici e privati, delle industrie e dei trasporti. Qui il margine di miglioramento, economico e ambientale, è enorme e di nuovo entra in gioco il tema della manutenzione, ad esempio del patrimonio edilizio con oltre 30-40 anni di vita, che può dare nuova linfa al settore delle costruzioni senza dover consumare altro suolo.<br />
3. Sviluppo della fonti energetiche rinnovabili. E su queste il nostro impegno è per soluzioni che non riproducano forme di estesa impermeabilizzazione dei suoli o sottrazione degli stessi ad attività agricole, ma per soluzione tecnologicamente innovative già disponibili.</p>
<p>Il cambiamento climatico in corso richiederebbe un cambiamento di civiltà. Questo dovrebbe comprendere idee guida per l&#8217;azione, sia come riferimento esistenziale (dallo stile di vita all&#8217;etica professionale), sia come definizione delle priorità della collettività. Un progetto istituzionale, cioè nuove norme e istituzioni che mantengano la dinamica dell&#8217;economia entro i limiti di rigenerazione della biosfera. E Infine una sfida tecnologica, cioè la riorganizzazione dell&#8217;hardware sociale in tecnologie meno energivore e più rispettose della natura. Perchè, come aveva già intuito Cesare Luporini nei primi anni &#8217;70, “la scienza e la produzione, che hanno inferto la ferita, possono guarirla ritrovando e stabilendo superiori equilibri e cicli vitali”.</p>
<p>“Ma – proseguiva – è altrettanto chiaro che per procedere così in avanti al &#8216;posto di comando&#8217; sta la politica”. Per questo compito epocale, io credo, il neoliberismo non è all&#8217;altezza: il principio della completa deregolazione delle attività economiche, con la sua ossessione per l&#8217;efficienza economica che gli ha fatto perdere di vista gli altri obiettivi sociali come la giustizia e l&#8217;ecologia, si rivela impotente di fronte alle crisi globali della povertà e dell&#8217;ambiente. Mentre le risposte alle contraddizioni globali, a partire da quella relativa ai cambiamenti climatici, le troviamo sul territorio, nel suo ritorno da soggetto protagonista nell&#8217;agenda della politica di oggi. Fuori da qui, in una politica avulsa dal territorio, distante dai luoghi dove la vita delle persone si svolge, attenta solo agli spread e agli indici della Borsa oppure dei sondaggi d&#8217;opinione, non v&#8217;è salvezza.</p>
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		<title>Rossi: &#8220;Il recupero della Costa Concordia non penalizzi la Toscana&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 06:38:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Notizia di apertura pagina Enrico Rossi]]></category>
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		<category><![CDATA[Protezione civile]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo l&#8217;intervento del presidente Enrico Rossi uscito oggi sull&#8217;Unità a proposito del recupero della Costa Concordia. Le complesse operazioni del recupero del Costa Concordia meritano qualche considerazione. Mi fido dei tecnici della Protezione civile e del prefetto Gabrielli. Ritengo che a Londra, vigilando sulla validità della scelta effettuata in piena autonomia dalla Costa Crociere e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/04/costa-concordia-giglio.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-50076" src="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/04/costa-concordia-giglio-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Pubblichiamo l&#8217;intervento del presidente Enrico Rossi uscito oggi sull&#8217;Unità a proposito del recupero della Costa Concordia.</em></p>
<p>Le complesse operazioni del recupero del Costa Concordia meritano qualche considerazione. Mi fido dei tecnici della Protezione civile e del prefetto Gabrielli. Ritengo che a Londra, vigilando sulla validità della scelta effettuata in piena autonomia dalla Costa Crociere e da essa finanziata, abbiano svolto un buon lavoro nell&#8217;interesse del Paese, della Toscana e dell&#8217;Isola del Giglio. Si tratta di rimuovere il relitto, limitando il più possibile eventuali danni ambientali. Un&#8217;operazione difficilissima. Non mi sono mai pronunciato sui progetti concorrenti. Anche se si è trattato di una selezione privata, non sarebbe stato corretto che un amministratore pubblico interferisse.</p>
<p>Per quel che mi riguarda la linea da tenere, in questi casi come in tutti quelli in cui c&#8217;è un concorso per selezionare progetti, ditte o persone, è semplice e si racchiude in tre parole: vinca il migliore. Ho seguito questa linea fin dagli esordi del mio impegno pubblico e non ho ragioni per cambiare, è bene essere liberi per poter tutelare, in caso di necessità, gli interessi generali e quello della Toscana. Il progetto scelto, stando alle informazioni che ci sono state fornite, costa 80 milioni di curo di più dell&#8217;altro in gara e sfiora i 300 milioni.</p>
<p>Si tratta di un cantiere straordinario, in particolare per l&#8217;allestimento dei grandi serbatoi che dovranno essere saldati sui due fianchi della nave e che, a giudizio dei tecnici, garantiranno una maggiore sicurezza all&#8217;intera operazione. Tuttavia, a tutela degli interessi della Toscana, già danneggiata da questa tragedia, penso sia legittimo chiedere che i lavori siano effettuati dalle nostre imprese nei porti toscani. A questo scopo ho istituito chi un gruppo di lavoro composto da rappresentanti dai sindaci del Giglio, Piombino, Livorno, Carrara e dal presidente della Provincia di Grosseto.</p>
<p>Nei prossimi giorni discuteremo con la Protezione civile e con Costa Crociere con l&#8217;obiettivo di coinvolgere il più possibile il nostro sistema delle imprese. Oltre al porto di Livorno, che e il più vicino al Giglio e in condizione di ospitare il relitto, vogliamo verificare se può esserci lavoro per i Nuovi Cantieri Apuani di Carrara, per le imprese di Piombino che potrebbe anche candidarsi come centro logistico delle operazioni, e per le stesse Università toscane che già sono intervenute. Tutto ciò contribuirebbe ad una migliore accettabilità sociale di questo delicatissimo intervento. Questo forte intreccio con la realtà sociale garantirebbe, oltre al risarcimento di cui la Toscana ha diritto, anche un coinvolgimento attivo delle sue migliori infrastrutture, forze produttive, competenze professionali e della conoscenza.</p>
<p>Non sarà una partita facile ma ci impegneremo a fondo per ottenere un risultato che può essere vincente per tutti. Naturalmente occorre una piena sintonia da parte di tutte le istituzioni e delle imprese. La rimozione del relitto sarà anche un grande evento mediatico seguito in tutto il mondo. Dobbiamo essere impegnati con la stessa competenza, rigore e sobrietà che ci hanno contraddistinto nella fase dei soccorsi, dell&#8217;emergenza e dei primi interventi sulla nave. Sono certo che ce la faremo.</p>
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		<title>Rossi al &#8216;Tirreno&#8217;: &#8220;Smantellare la Concordia a Livorno&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 07:48:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enrico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Notizia di apertura pagina Enrico Rossi]]></category>
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		<description><![CDATA[FIRENZE &#8211; Il quotidiano &#8216;Il Tirreno&#8217; ospita oggi un intervento del presidente Enrico Rossi sulla Costa Concordia. La nave &#8211; dice tra le altre cose Rossi &#8211; non dovrà essere smembrata, ma condotta integra, senza rischi ambientali, in un luogo attrezzato per lo smantellamento. E questo luogo deve essere il porto di Livorno. Leggi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/01/concordia.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-38560" src="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/01/concordia-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>FIRENZE &#8211; Il quotidiano &#8216;Il Tirreno&#8217; ospita oggi un intervento del presidente Enrico Rossi sulla Costa Concordia. La nave &#8211; dice tra le altre cose Rossi &#8211; non dovrà essere smembrata, ma condotta integra, senza rischi ambientali, in un luogo attrezzato per lo smantellamento. E questo luogo deve essere il porto di Livorno.</p>
<p>Leggi di seguito l&#8217;articolo integrale o <a href="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/04/conconrdia_rossi.pdf" target="_blank">scarica qui il file pdf</a>.</p>
<p>SMANTELLARE LA CONCORDIA A LIVORNO<br />
di Enrico Rossi</p>
<p>Dopo la gestione dell&#8217;emergenza e la messa in sicurezza della Costa Concordia naufragata all&#8217;Isola del Giglio, è imminente il via alle operazioni per rimuovere la nave dalla scogliera dove si è incagliata. Lo scafo non dovrà essere smembrato, nia risollevato e condotto ancora integro, senza rischi ambientali, in una località attrezzata, per essere quindi smantellato. Questo luogo deve essere il porto di Livorno. Sono molte le ragioni che mi spingono a rivendicare con forza il diritto-dovere della Toscana a gestire, con le proprie strutture e risorse tecnologiche e professionali, l&#8217;epilogo, che mi auguro positivo, di questa tragica storia.</p>
<p>Chiarisco subito che non mi sto riferendo affatto al progetto che verrà scelto e meno che mai alla ditta che verrà incaricata di realizzarlo. Vengano scelti il progetto migliore e la ditta più adatta.</p>
<p>Ma l&#8217;operazione deve svolgersi nella darsena livornese, che è la più vicina da raggiungere e che ha tutte le caratteristiche strutturali e tecnologiche per occuparsene.</p>
<p>Dopo aver dato prova, fin dai primi minuti della tragedia, di una straordinaria efficienza e capacità organizzativa, la Toscana non può essere ignorata o messa da parte. Penso agli abitanti del Giglio, poche centinaia di persone che si sono prese carico di migliaia di naufraghi.</p>
<p>A quelli di Porto Santo Stefano, che hanno lavorato nell&#8217;emergenza risolvendo immensi problemi in poche ore, alle strutture della Protezione civile locale e regionale, al personale sanitario e ai volontari che si sono prodigati nell&#8217;assistenza, a tutte le forze dell&#8217;ordine, alle strutture e le istituzioni locali e statali, agli esperti e alle imprese che si sono impegnati nelle fasi successive all&#8217;emergenza, per il recupero delle vitti me, la messa in sicurezza dello scafo, la pulizia e il monitoraggio del mare.</p>
<p>Di questo straordinario impegno abbiamo avuto conferma e piena consapevolezza proprio nei giorni scorsi al Giglio, quando insieme alle istituzioni locali e alle autorità europee abbiamo fatto il punto della situazione ed avanzato nuove e incisive proposte per la sicurezza in mare e la prevenzione degli incidenti marittimi.</p>
<p>Ripeto: sia approvato il miglior progetto e venga affidato alla migliore ditta. Ma l&#8217;attività va svolta qui, nel bacino attrezzato di Livorno, uno dei più grandi porti del Mediterraneo. La Toscana ha subìto certamente un danno dalla tragedia, la stagione turistica ne risulterà segnata se non compromessa. La Toscana ha il diritto di svolgere questo lavoro.</p>
<p>Se sarà necessario mi rivolgerò alle più alte cariche dello Stato, dal presidente della Repubblica, al presidente del consiglio, ai ministri competenti, che non hanno lesinato riconoscimento e apprezzamento per come la comunità regionale si è comportata di fronte all&#8217;incidente. Sappiamo lavorare bene, lo dimostrammo anche nel 1988, quando proprio il porto di Livorno accolse il cargo tedesco Karin B con a bordo 168 contenitori pieni dei rifiuti tossici raccolti nella discarica di Koko in Nigeria. Allora fu il presidente Gianfranco Bartolini a mettere a disposizione la Toscana per un&#8217; operazione che nessuno voleva affrontare. Oggi la Toscana si fa avanti nuovamente per risolvere un&#8217; emergenza nazionale.</p>
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		<title>Rossi al Nuovo Corriere: &#8220;Nessun abbassamento dei diritti dei lavoratori&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 07:18:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizia di apertura pagina Enrico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo l&#8217;intervista di Moreno Biagioni al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi sui diritti dei lavoratori uscita oggi sul Nuovo Corriere di Firenze (nella foto gli operai dell&#8217;Ansaldo Breda di Pistoia). La cosiddetta riforma dei lavoro che viene prospettata dal Governo Monti ha al centro lo svuotamento, soprannominato &#8220;manutenzione&#8221;, dell&#8217;articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Qual [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2011/11/breda.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-33797 alignleft" src="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2011/11/breda-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Pubblichiamo l&#8217;intervista di Moreno Biagioni al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi sui diritti dei lavoratori uscita oggi sul Nuovo Corriere di Firenze (nella foto gli operai dell&#8217;Ansaldo Breda di Pistoia).</em></p>
<p><strong>La cosiddetta riforma dei lavoro che viene prospettata dal Governo Monti ha al centro lo svuotamento, soprannominato &#8220;manutenzione&#8221;, dell&#8217;articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Qual è il senso di un atto simile che costituisce una vera e propria sfida a buona parte del movimento sindacale?</strong></p>
<p>Il nominalismo in questa materia non è solo futile ma addirittura dannoso se serve ad edulcorare il significato reale, concreto, che morde sulla carne viva di persone che dal proprio lavoro e solo da quello derivano i mezzi di sostentamento della propria famiglia. Manteniamo i nudi nomi delle cose e sull&#8217;articolo 18 non ci sono da fare tante acrobazie lessicali: la modifica dice che in caso di licenziamento illegittimo &#8211; quale che sia il motivo di questa illegittimità &#8211; il lavoratore non viene risarcito con il reintegro nel posto di lavoro, bensì con un indennizzo. Cioè una violazione delle norme di diritto positivo del lavoro viene punita solo con una sanzione pecuniaria, che assomiglia tanto ad una buonuscita. Sta qui il vulnus, non simbolico, ma sostanziale perché muta i rapporti di forza fra i soggetti in campo, mettendo in una posizione di ulteriore subordinazione i lavoratori rispetto alla legge.</p>
<p><strong>A sentire il Presidente Monti e la Ministra Fornero, la manutenzione &#8211; che sarebbe più corretto definire manomissione &#8211; dell&#8217;articolo 18 viene incontro alle esigenze occupazionali dei giovani. Lei vede un nesso tra il rafforzamento dell&#8217;occupazione giovanile (spesso precaria) e l&#8217;abbassamento delle tutele e dei diritti di chi lavora?</strong></p>
<p>Non mi pare che vi sia niente che ci autorizzi ad individuare un nesso causale o comunque diretto fra l&#8217;abbassamento dei diritti dei lavoratori e una ripresa dell&#8217;occupazione giovanile. Che poi la proposta della riforma del mercato del lavoro possa contemplare anche delle misure favorevoli all&#8217;occupazione giovanile è possibile e per certi aspetti anche vero, ma questo non è in alcun modo dovuto all&#8217;abbassamento dei diritti dei lavoratori. A meno che non si voglia sostenere che siccome sarà più facile licenziare, allora le imprese saranno incentivate ad assumere, e non mi pare una grande trovata. Ciò che aiuterebbe davvero una ripresa dell&#8217;occupazione &#8211; vera, non precaria &#8211; giovanile sarebbe rendere più onerosa l&#8217;assunzione con contratti atipici &#8211; che poi ormai sono diventati fin troppo tipici &#8211; di quanto non sia l&#8217;assunzione a tempo indeterminato. Oppure tassare meno il lavoro, o ancora ridurre gli oneri contributivi a carico delle imprese nel primo anno dell&#8217;assunzione del lavoratore, come stiamo facendo in Regione Toscana con contributi all&#8217;impresa che, dopo il tirocinio assume il giovane. Insomma, la ripresa dell&#8217;occupazione giovanile si incentiva con politiche attive del lavoro, non certo con incentivi al licenziamento.</p>
<p><strong>Quale ripresa economica possono favorire, secondo lei, l&#8217;attacco all&#8217;articolo 18 e le altre misure comprese nel pacchetto presentato dal Governo al Parlamento?</strong></p>
<p>Non ne vedo molte. A voler essere generosi, possiamo dire che vi sono alcuni provvedimenti che possono, se correttamente normati e implementati, migliorare la cosiddetta flessibilità in entrata. Così come formazione-tirocinio inserimento lavorativo dei giovani, investimenti pubblici e incentivi in settori nuovi e promettenti a partire dalla green economy, miglioramento delle condizioni economiche delle famiglie così che possano ripartire i consumi che invece sono stati depressi con la politica di austerity e con la precarizzazione progressiva del lavoro. Non capisco proprio come rendere più facile licenziare e appesantire la spada di Damocle sulla testa di milioni di lavoratori che potranno essere licenziati per motivi economici, possa incentivare la ripresa economica. Non ho mai conosciuto un imprenditore che non investa nella sua impresa a causa dell&#8217;articolo 18; caso mai per l&#8217;esosità di tasse e burocrazia, per mancanza di liquidità o di accesso al credito.</p>
<p><strong>E&#8217; praticabile a suo avviso un percorso per uscire dalla crisi che abbia al centro i principi costituzionali di difesa del lavoro e della democrazia?</strong></p>
<p>Ricordiamo sempre che lo Statuto dei Lavoratori, Legge 300/1970, sul cui articolo 18 ci si sta accanendo, è legge di rango costituzionale, attraverso la quale si dà attuazione diretta ai principi costituzionali relativi al lavoro. Nella concezione stessa della nostra Costituzione la promozione, la dignità e la tutela del lavoro sono consustanziale alla democrazia stessa. Direi che, a meno di voler spezzare questo connubio costitutivo della Repubblica Italiana fra lavoro e democrazia, non si può pensare di affrontare efficacemente la crisi &#8211; che non è solo finanziaria ed economica, ma di sistema &#8211; fuori da questi principi costituzionali. Per uscire dalla crisi occorre bisogna investire in innovazione di processo e di prodotto, nell&#8217;istruzione, formazione e cultura, in generale nell&#8217;unico grande capitale di cui disponiamo, quello umano. Ma questo investimento parte dalla restituzione di dignità del lavoro e questo significa appunto garanzie giuridiche per il lavoro.</p>
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		<title>Rossi su The Parliament: &#8220;Dopo la Concordia ripensare le regole&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 08:44:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Ciampi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enrico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Concordia Costa]]></category>
		<category><![CDATA[The Parliament]]></category>

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		<description><![CDATA[FIRENZE &#8211; La tragedia della Concordia Costa è stato un disastro in termini umani, ecologici, economici, ma anche politici, che impone una rigorosa riflessione sulle regole. Così sostiene il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi in un suo articolo &#8211; titolo, Cause of concern &#8211; pubblicato sull&#8217;ultimo numero di The Parliament, il magazine del Parlamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/03/theparliament1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-45154" src="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/03/theparliament1-120x150.jpg" alt="" width="120" height="150" /></a>FIRENZE &#8211; La tragedia della Concordia Costa è stato un disastro in termini umani, ecologici, economici, ma anche politici, che impone una rigorosa riflessione sulle regole. Così sostiene il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi in un suo articolo &#8211; titolo, <em>Cause of concern</em> &#8211; pubblicato sull&#8217;ultimo numero di The Parliament, il magazine del Parlamento europeo (a sinistra la copertina).</p>
<p><a href="http://viewer.zmags.com/publication/9ca5de6b#/9ca5de6b/41">Qui</a> è possibile leggere l&#8217;intero intervento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Rossi su Repubblica: &#8220;Il nostro impegno per la banda larga&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 08:28:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Ciampi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[banda larga]]></category>
		<category><![CDATA[cultura digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica]]></category>

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		<description><![CDATA[FIRENZE &#8211; L&#8217;impegno della Regione Toscana per la diffusione della banda larga e per il consolidamento di una reale cultura digitale nell&#8217;economia e nella società toscana. E&#8217; questo il tema dell&#8217;intervista al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi pubblicata da Repubblica Firenze del 26 febbraio. Questo il testo dell&#8217;intervista]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/01/rossi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-40376" src="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/01/rossi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>FIRENZE &#8211; L&#8217;impegno della Regione Toscana per la diffusione della banda larga e per il consolidamento di una reale cultura digitale nell&#8217;economia e nella società toscana. E&#8217; questo il tema dell&#8217;intervista al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi pubblicata da Repubblica Firenze del 26 febbraio.</p>
<p><a href="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/02/bandalarga.pdf">Questo</a> il testo dell&#8217;intervista</p>
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		<title>Rossi: &#8220;Certificare i bilanci delle Asl è una garanzia&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 13:50:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enrico Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Notizia di apertura pagina Enrico Rossi]]></category>
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		<description><![CDATA[FIRENZE &#8211; Il Sole 24 Ore ha pubblica stamani un&#8217;intervista al presidente Enrico Rossi, nella quale ribadisce la necessità di certificare i bilanci della aziende sanitarie locali. Leggi il file pdf allegato]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2011/04/Enrico-Rossi-12.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11077" src="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2011/04/Enrico-Rossi-12-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>FIRENZE &#8211; Il Sole 24 Ore ha pubblica stamani un&#8217;intervista al presidente Enrico Rossi, nella quale ribadisce la necessità di certificare i bilanci della aziende sanitarie locali.</p>
<p><a href="http://toscana-notizie.it/wp-content/uploads/2012/02/solerossi.pdf" target="_blank">Leggi il file pdf allegato</a></p>
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