venerdì 13 aprile 2012
13/04
2012
Giovani e sport, Allocca: “Fondamentale il ruolo della famiglia”
Scritto da venerdì 13 aprile 2012 alle 17:20

FIRENZE – “Il sapersi comportare in campo e fuori è un valore che ogni ragazzo e ragazza deve imparare prima di tutto nelle relazioni familiari. Se i genitori trasmettono troppa pressione, se l’allenatore privilegia il risultato ad ogni costo piuttosto che il divertimento, il rispetto ed il saper stare con gli altri, non ci possiamo meravigliare se ogni domenica la partita si trasforma in una corrida”.

Anche l’assessore al welfare e allo sport Salvatore Allocca ha partecipato oggi pomeriggio al Museo del Calcio a Coverciano al seminario organizzato dal Settore Giovanile e Scolastico della Toscana della FIGC dal titolo ‘Le relazioni società-famiglie nel calcio giovanile’. L’appuntamento è stato realizzato per consentire a dirigenti, istruttori, genitori, arbitri, giornalisti e amministratori di confrontarsi e riflettere sul rapporto genitori-figli calciatori ed individuare alcune proposte da mettere in pratica per arginare fenomeni negativi.

“La Regione – ha detto ancora l’assessore – su questo fronte ha deciso di impegnarsi in maniera importante lanciando, quasi un anno fa, la Carta Etica dello sport. La Carta riassume in quindici articoli un’idea positiva dello sport da vivere come passione, divertimento, rispetto, salute, inclusione, cittadinanza. Chi si affaccia per la prima volta in questo mondo deve poter essere aiutato da allenatori e dirigenti a sviluppare questi valori, ma un ruolo fondamentale e delicato è quello che spetta ai genitori che hanno il dovere di assecondare le inclinazioni dei propri figli, di facilitarne la pratica, di stimolarli a vedere compagni e avversari come propri amici. La competizione deve essere sana e leale, il fair play non deve diventare un comportamento soltanto di facciata ma un vero e proprio stile di vita”.

L’assessore Allocca ha quindi concluso il proprio intervento portando come esempio positivo la propria esperienza di sportivo praticante. “Ho giocato per molti anni in uno sport cosiddetto ‘minore’, il rugby, che rappresenta un riconosciuto esempio di lealtà, di impegno e di spirito di squadra. Ma sono certo che in ogni disciplina si possono recuperare i valori fondanti dello sport. Sta a noi, ai dirigenti, agli allenatori ed ai genitori operare perché ciò avvenga e le esperienze sportive diventino un grande veicolo di benessere, di equilibrio e di serenità”.

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