FIRENZE – La Toscana dei diritti civili festeggerà domani la Giornata Internazionale contro l’omofobia. E lo farà partendo dal primato nazionale per avere, nel 2004, approvato una legge contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. Oggi a Palazzo Strozzi Sacrati sono stati presentati i dati della prima ricerca condotta dall’Osservatorio creato nel 2009.
“La Toscana – ha detto l’assessore al welfare e alle pari opportunità Salvatore Allocca che, a causa di un impegno improrogabile, non ha potuto partecipare all’incontro con i giornalisti – sta facendo molto su questo versante ma in molte circostanze si nota ancora una certa ritrosia ad affrontare con maggior decisione la tutela dei diritti lgbti. L’attività dell’Osservatorio per la Regione è molto importante proprio per capire l’entità del fenomeno e per differenziare l’azione a seconda delle realtà territoriali. Purtroppo su questo tema – ha aggiunto Allocca – l’Italia sconta un preoccupante vuoto normativo ed un altrettanto preoccupante ritardo culturale. In Toscana il percorso è ancora lungo ma abbiamo deciso di costituire una rete che punta a coinvolgere prima di tutto le amministrazioni locali in tutti i settori attraverso il lavoro di assistenti sociali, personale scolastico, medico e paramedico, operatori sportivi, affinchè la paura del diverso, base di tanti fatti di discriminazione, possa essere sconfitta dalla cultura del diverso”.
L’Avvocatura per i diritti LGBT – Rete Lenford è, ormai da molti anni, tra i soggetti più attivi e propositivi sul fronte della tutela dei diritti lgbti. “La Regione – ha spiegato l’avvocatessa Saveria Ricci – ha dimostrato grande disponibilità permettendoci, attraverso l’Osservatorio, di condurre una mappatura completa. L’indagine che abbiamo fatto ha evidenziato una regione molto sensibile al tema. In alcuni casi abbiamo sperimentato una chiusura iniziale, seguita però da aperture interessanti. C’è ancora tanto da fare, soprattutto per quanto riguarda la realizzazione di iniziative di promozione e formazione. Ma, grazie i risultati ottenuti, sono ottimista”. Domani a Sant’Apollonia, grazie proprio all’impegno della Rete Lenford, l’auditorium di Sant’Apollonia ospiterà, dalle ore 15, ‘Omosessuali alla sbarra’, tavola rotonda in forma di processo simulato in cui, davanti alla giuria sfilano testi di accusa e testi a difesa di due ragazzi omossessuali: psicologi, preti, madri e altre figure tratte dell’esperienza dell’Avvocatura LGBT.
Lara Burberi, presidente del Consiglio comunale di Calenzano, intervenuta in rappresentanza di Anci Toscana, ha lanciato una proposta. “Dai dati dell’Osservatorio risalta in modo preoccupante il dato relativo a quei Comuni, 3 su 4, che finora non hanno mai realizzato un’iniziativa per sensibilizzare su questa odiosa forma di discriminazione. La prossima Festa della Toscana dedichiamola a questa battaglia, cerchiamo il più possibile di coinvolgere soprattutto i ragazzi affinchè possano sentirsi liberi, fin dall’adolescenza, di fare le proprie scelte senza che per questo debbano essere derisi o, peggio, aggrediti. In Italia ritengo siano fondamentali due cose: l’introduzione nel nostro ordinamento del reato basato sulle discriminazioni per l’orientamento sessuale ed il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali”.
Secondo Matteo Dottorini, referente UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) per la Regione, “la Toscana su questo versante parte da una posizione di vantaggio rispetto a molte altre regioni. Però va anche detto che un tema così importante non riesce ancora a ricevere la giusta attenzione. Ultimamente abbiamo siglato vari accordi di collaborazione con associazioni ed enti locali. Il vento sta cambiando e c’è una volontà sempre più forte di affrontare e sconfiggere spiacevoli stereotipi”.




















